Se Padre Lino dialoga con Correggio e Garibaldi

Avevo letto, pensando a una curiosità simpatica ma nulla più. Invece TalkingTeens (ecco: se devo trovare un difetto è nell’inglesismo del titolo) dà veramente e intelligentemente la parola alle statue e alla storia di Parma. Continua a leggere…

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Chiedi chi era…Pietro Bianchi

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Non conoscevo quasi nulla di lui. Però mi aveva incuriosito praticamente ogni accenno che su di lui avevo letto o ascoltato. E mi aveva sempre attirato il titolo di quel libro che il collega Luigi Alfieri gli aveva dedicato 21 anni fa: “Il piccolo Socrate”, dalla cui copertina è tratta anche la foto che vedete qui sopra e che è un ritratto di Pietro Bianchi realizzato da Libero Tosi.  Una storia che non è solo quella di un uomo importante e di grande valore, ma Continua a leggere…

Vecchia Parma: barriera Garibaldi?

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Questa volta la foto tratta da un vecchio calendario ha solo una generica indicazione “Panorama”. A naso, considerando la posizione del Duomo, mi verrebbe da indicare barriera Garibaldi o dintorni. Qualche lettore ha le idee più chiare?   Di certo mi sembra un angolo di città che  è cambiato parecchio…

(Come dicevo la foto è tratta da un vecchio calendario senza riferimenti: ovviamente resto a disposizione per indicare eventualmente l’autore).

Storie di Parma Terzo millennio – Dal grande crac al dopo Ubaldi

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Storie di Parma Terzo Millennio: Dal grande crac (2003) al dopo Ubaldi (2007)

Prologo

Questa storia inizia con un sorriso: il sorriso di un uomo che si infila in un’auto. Siamo a Milano, è una delle ultime sere del 2003 e quell’uomo è uno dei più potenti, riveriti e stimati personaggi di Parma. E’ “il Cavaliere”, ovvero Calisto Tanzi. Quel sorriso, in risposta al saluto dei fotografi che vogliono indurlo a girarsi verso i loro obbiettivi, è l’immagine che immortala Tanzi al momento del suo clamoroso arresto. Continua a leggere…

Storie di Parma Terzo Millennio: 1) Quel lontanissimo Duemila

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Il progetto: una web-storia a puntate della città negli ultimi decenni

Innanzitutto una doppia spiegazione sul titolo. La “s” iniziale sarebbe in realtà minuscola: dello storico non ho né la pignola e doverosa precisione né la pazienza; quindi da subito mi metto a disposizione di chi mi segnalerà imprecisioni o punti da rettificare. Anche se ovviamente spero e credo che questa cronaca in buona fede sia anche precisa e aderente alla realtà.

E poi la parola è al plurale: ho ormai imparato, riordinando archivi e scatoloni colmi di ritagli, che alla lunga il racconto di una città svela l’importanza non solo di chi ha avuto ruoli importanti magari non sempre onorati, ma anche di persone apparentemente più semplici. Chi non è mai assurto a “personaggio”, ma appunto come persona ha lasciato a volte tracce e storie più vere e durature di altri, finiti più spesso sotto i riflettori.

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Quando Natale era “Parma Bell’Arma”

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Non ho mai capito bene che cosa volesse dire. Chi diceva che significasse “bella piazza”; chi ricollegava allo scudo da cui deriva il nome della città (“parma”, appunto); chi snocciolava quella formula nel confronto con altre definizioni per le città vicine: “Parma bell’arma, Piaseinsa la veinsa e Cremona strasona” (Parma è forte, Piacenza la vince e Cremona è stracciona) oppure “Parma bell’arma, Reggio gentile, Modena porcile”, e infine “Parma bell’arma e Bologna carogna”, quest’ultima attribuita a Baldassarre Molossi contro il capoluogo accentratore e sordo alle nostre istanze… Di sicuro quel Parma bell’arma era anche il titolo di una magìa: Continua a leggere…