Chiedi chi era…Pietro Bianchi

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Non conoscevo quasi nulla di lui. Però mi aveva incuriosito praticamente ogni accenno che su di lui avevo letto o ascoltato. E mi aveva sempre attirato il titolo di quel libro che il collega Luigi Alfieri gli aveva dedicato 21 anni fa: “Il piccolo Socrate”, dalla cui copertina è tratta anche la foto che vedete qui sopra e che è un ritratto di Pietro Bianchi realizzato da Libero Tosi.  Una storia che non è solo quella di un uomo importante e di grande valore, ma 

è anche il ritratto di una città che ha vissuto per alcuni decenni una straordinaria stagione culturale, la cui importanza andò ben al di là dei ristretti confini di provincia.

Quella di Pietro Bianchi fu una delle tante firme che impreziosirono, fra gli anni ’20 ed il dopoguerra, la Gazzetta di Parma. Un giornale che ospitò, proprio come in una carrellata cinematografica, i nomi di Giovannino Guareschi, Cesare Zavattini, Attilio Bertolucci, Egisto Corradi…Tutta gente che da qui spiccò il salto verso le grandi testate nazionali, così come dopo di loro avrebbe fatto un altro piccolo esercito di inviati  e cronisti. Bianchi fu uno di loro:  e non uno fra i tanti, ma appunto il “piccolo Socrate” che così venne chiamato da Bertolucci.

Il libro di Alfieri (1996) spazia dal Romagnosi a Forte dei Marmi passando da quella vivacissima “Università” che furono a Parma alcuni caffè (Tanara, San Paolo…). E pare quasi incredibile ripercorrere l’elenco delle intelligenze e dei nomi che vi si incontravano, e che facevano della nostra città una felicissima isola culturale d’avanguardia. Poi le esperienze di Roma e Milano: la conquista di spazi importanti per parlare di cinema, l’avventura de L’illustrazione italiana, la nascita de Il Giorno.

Tutto senza perdere il rapporto con Parma, anzi. E poi il castello di Baiso: un sogno realizzato. Mette quasi soggezione lo spessore di quella generazione, di quegli anni e di questo piccolo grande Socrate: e resta quasi a simbolo di quella felicissima stagione parmigiana il convegno dedicato al Realismo cinematografico, con i più importanti nomi nazionali calamitati nella nostra città grazie a quegli straordinari intellettuali con alle spalle il mecenatismo di Pietro Barilla.

Si dice, credo giustamente, che non abbia senso vivere di rimpianti. Ma anche solo per provare a vivere meglio il presente, noi parmigiani dovremmo forse ricordare e studiare più spesso quei periodi e quei personaggi.

Pietro Bianchi: per saperne di più

Il piccolo Socrate: guarda sul sito di Luigi Alfieri

ParmaStoria: chiedi chi era…

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