Chiedi chi era…davvero…Maria Luigia

Callegari,_Giovanni_Battista_-_Ritratto_di_Maria_Luigia,_duchessa_di_Parma

E’ un “incontro” rinviato più volte. Troppo spesso, in 40 anni di cronache, il mito ma anche la “zavorra” di Maria Luigia mi sono suonati più come un peso che come un elemento positivo per una città che sembrava procedere con lo sguardo all’indietro: alla Capitale e appunto alla Duchessa. E al mito fuori tempo della Capitale penso ogni volta che l’A1 mi conduce a costeggiare la stazione Mediopadana… 

Onestamente temo che quell’abbaglio non sia ancora del tutto superato. Ma dopo avere assaggiato storie come quella inarrivabile di Padre Lino od altre distribuite nel tempo da Antelami a Toscanini alle sorelle Fontana ad altri ancora, era tempo di iniziare davvero a far conoscenza con la Duchessa.

Un inizio soft, affidato non a uno storico “vero” ma a una delle penne più brillanti di Parma e del costume italiano: Luca Goldoni. Che ormai 26 anni fa dedicò un libro a questa “donna in carriera”, come fu titolato il suo volume edito da Rizzoli. Un libro non di storia, appunto, ma che con garbo e ironia – ed anche con tante interessantissime annotazioni – racconta di questa “ragazza di ottima famiglia”, figlia dell’imperatore d’Austria, giovane sposa (a 18 anni) dell’inarrestabile Bonaparte per ragion di Stato: quel Bonaparte che alla corte viennese aveva in precedenza imparato ad odiare…

Sbalzata in Francia, Maria Luisa (questo il nome originario) deve prima affrontare la conoscenza di Napoleone e le incombenze della corte francese, con tutte le differenze da quella asburgica viennese. E poi, quando la campagna di Russia e le successive sconfitte distruggono quasi completamente il mito del condottiero corso, le tocca scegliere se condividere il destino ormai declinante del marito o sacrificare l’amore (se tale veramente è) per una nuova ragion di Stato.

Maria Luisa, con il piccolo “Re di Roma” nato dal matrimonio con Napoleone, opta per la seconda scelta, guadagnandosi così la censura di diversi storici. Certo non è questa una fase limpidissima: e all’orizzonte c’è per lei, come stabilito dagli accordi di Vienna, una corona piccola, ma pur sempre corona, nel Ducato di Parma e Piacenza.

Qui non mancano nuove perplessità sulle sue scelte di vita: la relazione e i due figli dal conte von Neipperg quando ancora Napoleone è in esilio (di lì a poco Waterloo porrà fine alle sue ambizioni e si aprirà il capitolo conclusivo a Sant’Elena) e più tardi la lentezza con cui raggiunge Vienna dove il figlio è ormai in agonia non depongono certo a favore di un ritratto di donna e di madre impeccabile. Ma quando nel 1816 gli intrecci di una storia (e Storia) forse troppo pesante per le sue spalle si dipanano, inizia quel capitolo da Duchessa di Parma che è forse il più intenso e ricco di spunti positivi.

Maria Luigia (questo è diventato a Parma il nuovo nome) conquista i parmigiani con mitezza e benevolenza. Non solo formali, ma suffragate anche da una intelligente politica che regala a Parma tante cose importanti: dal ponte sul Taro al Teatro Ducale (oggi Regio), alla valorizzazione del Casino negli amati Boschi, al Conservatorio, alla Pinacoteca e Biblioteca in Pilotta…

E anche quando inizia a soffiare il vento dei moti carbonari, il bel rapporto con il popolo di Parma sembra preservare Maria Luigia e il Ducato dalle tensioni di altre città anche vicine.  E’ sicuramente così nel 1821, mentre dieci anni dopo la situazione rischia di scappare di mano (anche perchè nel frattempo Maria Luigia non ha più l’appoggio sicuro ed esperto del Neipperg) e la Duchessa deve rifugiarsi a Piacenza, prima che la situazione torni quieta.

Ma ormai il suo mondo sta cambiando, o perlomeno sta cambiando l’Italia.  Il declino della Duchessa e quello della sua storia privata sembrano accompagnarsi nella seconda parte della sua storia parmigiana.  Che in realtà si concluderà a Vienna, da dove tutto era iniziato e dove Maria Luigia muore nel 1847.

Di lei resterà una storia dal profumo di violetta: una fragranza un po’ antica di cui Parma si cosparge anche fuori tempo. Ma, allo stesso tempo, resta una lezione non trascurabile di un governo illuminato e positivo per la crescita della città. E anche onesto: dettaglio non trascurabile anche ripensando a certe nostre cronache recenti…

Per saperne di più, mi propongo una visita a breve al Museo Lombardi (in via Garibaldi). E intanto, è sempre utile un viaggio virtuale su Wikipedia e Treccani . E poi ancora:

10 cose che non potete non sapere su Maria Luigia (Gazzetta di Parma)

Video: il film-documentario di Mauro Biondini

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Un pensiero su “Chiedi chi era…davvero…Maria Luigia

  1. È stata una donna che è vissuta in un epoca più grande di lei e non nata per governare…. ma che ha supplito a questo suo limite contornandosi di grandi eccellenze intellettive e operative … ancor oggi dalla Villetta (1817) in poi a Parma tutto parla di Lei .. facendosi perdonare le sue umane debolezze ..

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