Chi era…Arturo Toscanini

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Quello che Parma ha celebrato ieri nel 60esimo anniversario della morte è uno dei più grandi talenti che Parma abbia espresso nelle varie arti. Arturo Toscanini è tuttora indicato come “il” Maestro, e certamente ha segnato e cambiato la storia della direzione d’orchestra. Perchè? 

Qualche anno fa, quando ero in Gazzetta, avevo girato la domanda al fratello melomane che a Toscanini ha dedicato un libro prezioso con le testimonianze dei più celebri direttori contemporanei (“Toscanini secondo me” – Mauro Balestrazzi,  ed. L’Epos). Questa la risposta: Toscanini ha cambiato il modo di eseguire la musica e anche quello di ascoltarla. All’inizio della sua carriera, negli anni a cavallo tra i due secoli passati, ha riformato il costume teatrale (per esempio, introducendo il buio in sala durante le recite) e ha imposto a orchestre e cantanti una nuova disciplina. E’ stato un rivoluzionario perché ha cancellato le vecchie tradizioni mettendosi con umiltà al servizio del compositore e cercando di realizzarne fedelmente le intenzioni. Questa è la grande importanza di Toscanini nella storia della direzione d’orchestra. Poi c’è la grandezza dell’interprete, che grazie ai dischi è arrivata sino a noi. Proprio per questa sua fedeltà, non tanto alla lettera quanto allo spirito di una partitura, le sue registrazioni sono ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, un punto di riferimento per le giovani generazioni di direttori.

Un fedele rigore che esaltava non solo le immortali musiche del conterraneo Verdi (che Toscanini conobbe anche personalmente), ma anche quelle di Wagner e di altri compositori, nella lirica come nei concerti sinfonici. Qui, da You Tube, l’Ouverture della Forza del destino con la NBC Symphony Orchestra: clicca per far partire il video.

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E qui la wagneriana Cavalcata delle Valchirie: clicca per far partire il video

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La fama di Toscanini, oltre che al suo straordinario talento musicale, si lega anche alle caratteristiche del personaggio. Ad esempio alla sua ribellione contro il regine fascista, fino allo storico episodio dello schiaffo subìto a Bologna dopo essere stato aggredito da un gruppo di camicie nere per essersi rifiutato di dirigere all’inizio del concerto bolognese l’inno fascista “Giovinezza”. Toscanini lasciò l’Italia e trovò rifugio negli Stati Uniti: e quando su Parma iniziarono i bombardamenti alleati, la Gazzetta allora controllata dal fascismo gli dedicò un velenoso corsivo “Grazie Toscanini”, imputando al Maestro quel carico di morte che pioveva su Parma dal cielo. Dopo la Liberazione, non accettò (1949) la carica di senatore a vita, giustificando così il suo rifiuto al presidente Einaudi: ” Schivo da ogni accaparramento di onorificenze, titoli accademici e decorazioni, desidererei finire la mia esistenza nella stessa semplicità in cui l`ho sempre percorsa”.

Un’altra caratteristica rimasta celebre è quella legata al “caratteraccio” di Toscanini che produceva durante le prove vere e proprie sfuriate all’indirizzo degli orchestrali. Ascolta

TOSCANINI SUL WEB:

RaiStoria

Fondazione Toscanini

Wikipedia

I VIDEO:

Toscanini su You Tube

PARMASTORIA: CHIEDI CHI ERA... Clicca qui per leggere le storie di eccellenze parmigiane da ricordare e conservare nella memoria come esempio

CHIEDI CHI ERANO…

Cantarelli Giuseppe e Mirella

Corradi Egisto

Correggio

Emilio Lepido

Fontana Zoe, Micol, Giovanna

Padre Lino

Parmigianino

Sicuri

Toscanini Arturo

Turi Antonio

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